Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo: Novità 2023–2025 e Guida alla Certificazione

Autore: IRD Consulting Srl – Ottobre 2025

Evoluzione delle aliquote del Credito d’Imposta per R&S, Innovazione, Design (2022–2025). Le aliquote per le attività di Innovazione tecnologica e Design calano dal 10% al 5% nel 2024, mentre il credito R&S resta stabile al 10% dal 2023 .

Il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo (R&S) è un incentivo fiscale chiave per le imprese che investono in ricerca scientifica e tecnologica. Introdotto con il Piano Transizione 4.0 e disciplinato dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), esso è stato potenziato negli anni successivi e prorogato fino al 2031 con aliquota ridotta a partire dal 2023 . In particolare, dal 1° gennaio 2023 l’aliquota del credito R&S è scesa dal 20% al 10% (rispetto al 20% valido fino al 2022) con un massimale annuo innalzato a 5 milioni di euro . Questa riduzione, prevista dalla Legge di Bilancio 2022, ha allineato il beneficio su un livello stabile del 10% fino al 2031, garantendo comunque un importante supporto fiscale alle attività di ricerca delle imprese. Importanti novità sono state introdotte anche sul fronte dei controlli e delle procedure: dal 2023 sono attive piattaforme dedicate per monitorare l’utilizzo del credito e garantire lo scambio di informazioni tra Ministero (MIMIT) e Agenzia delle Entrate .

Aliquote, Massimali e Attività Ammissibili

Per il periodo d’imposta 2020–2022, il credito R&S copriva il 20% delle spese in attività di ricerca fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale, con un tetto annuale di 4 milioni di euro . Dal 2023 al 2031 l’aliquota è stata ridotta al 10% (ma con massimale elevato a 5 milioni) , valore che resterà in vigore salvo ulteriori interventi normativi. Le imprese del Mezzogiorno beneficiano inoltre di aliquote potenziate (45%, 35% o 25% a seconda della dimensione aziendale) tuttora in vigore almeno fino al 2023, come prorogato dalla Legge di Bilancio 2023 . Il credito R&S si applica alle attività rispondenti ai criteri del Manuale di Frascati OCSE, ovvero progetti che mirano a avanzare la conoscenza scientifica o tecnologica . Tra le spese ammissibili rientrano, ad esempio:

  • Personale (ricercatori e tecnici, sia dipendenti che collaboratori) impiegato direttamente nelle attività di R&S .
  • Strumentazione e software utilizzati nei progetti di ricerca (quote di ammortamento, canoni di leasing, ecc.) .
  • Contratti di ricerca extra-muros affidati a università, enti o altre imprese per lo svolgimento delle attività R&S agevolabili .
  • Acquisizione di brevetti e licenze inerenti a invenzioni industriali o biotecnologiche utilizzate nella ricerca .
  • Consulenze specialistiche e servizi equivalenti relativi alle attività di R&S .
  • Materiali e forniture impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo .

Tali categorie di spesa devono essere opportunamente documentate e riferite a progetti qualificabili come ricerca secondo la normativa vigente. È importante notare che la base di calcolo del credito va determinata al netto di eventuali contributi o sovvenzioni ricevuti per le stesse spese . Inoltre, qualora un progetto presenti attività sia di R&S che di innovazione o design, è possibile fruire di più crediti d’imposta nello stesso anno, purché si separino analiticamente le spese relative a ciascuna tipologia agevolabile .

Documentazione Obbligatoria e Certificazione Tecnica

Per accedere in sicurezza al credito R&S, è fondamentale predisporre la documentazione prevista dalla legge. In primo luogo, tutte le spese agevolate devono risultare da certificazione contabile rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti dell’azienda . Ciò significa che un revisore o auditor deve verificare e attestare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili. Le imprese non obbligate per legge alla revisione (ad esempio le PMI senza Collegio Sindacale) possono rivolgersi a un professionista iscritto al relativo Albo; i costi di tale certificazione contabile sono rimborsati dallo Stato sotto forma di un credito d’imposta aggiuntivo fino a 5.000 € .

Accanto alla certificazione contabile, è richiesto di redigere e conservare una relazione tecnica asseverata sulle attività di R&S svolte . Questa relazione deve descrivere in dettaglio finalità, contenuti e risultati di ogni progetto o sottoprogetto di ricerca, attestando la rispondenza ai requisiti di legge. Di norma è predisposta dal responsabile delle attività R&S (o del singolo progetto) e controfirmata dal legale rappresentante dell’impresa . Se parte della R&S è commissionata a enti o società esterne, sarà il soggetto esecutore a dover fornire una relazione tecnica al committente . L’asseverazione implica che il redattore si assume la responsabilità delle dichiarazioni tecniche contenute, conferendo maggiore forza probatoria al documento.

Un’importante novità normativa degli ultimi anni è la possibilità di ottenere una certificazione tecnica indipendente sulla qualificazione dei progetti come R&S, innovazione o design. Il Decreto-legge 73/2022 ha introdotto l’Albo dei “certificatori del credito d’imposta”, esperti valutatori accreditati presso il MIMIT autorizzati a rilasciare una perizia tecnica giuridicamente valida sulle attività svolte . A partire dal 2023, le imprese possono (e per alcuni casi dovranno) fare riferimento a questi esperti per attestare in via preventiva l’ammissibilità dei progetti al credito R&S. Il MIMIT, con Decreto Direttoriale 4 luglio 2024, ha emanato le Linee Guida integrative che forniscono criteri e indicazioni uniformi ai valutatori per stabilire cosa costituisce R&S, innovazione o design ai fini fiscali . Da luglio 2024 è attiva una piattaforma telematica dedicata tramite cui i certificatori abilitati inviano le certificazioni rilasciate alle imprese . Questo sistema, operativo dall’8 luglio 2024, permette un controllo incrociato tra MIMIT e Agenzia Entrate e mira a rafforzare la compliance: un’azienda che dispone di una certificazione tecnica indipendente può godere di una sorta di tutela preventiva, riducendo il rischio di contestazioni future sul credito d’imposta fruito.

Fruizione del Credito e Ultimi Aggiornamenti

Il credito R&S maturato va indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno di competenza e di quelli successivi fino al completo utilizzo . L’utilizzo avviene in compensazione tramite modello F24, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese . Ad esempio, un credito maturato nel 2024 potrà essere portato in compensazione a partire dal 1° gennaio 2025. È obbligatorio inviare l’F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito codice tributo istituito per il credito R&S. La compensazione può avvenire in più anni (non oltre il limite decennale, visto che dal 2031 il beneficio attuale termina), rispettando comunque il plafond annuale se previsto.

Le imprese devono conservare per eventuali controlli: la documentazione contabile certificata, le relazioni tecniche asseverate e le certificazioni dei valutatori (se ottenute). Negli ultimi mesi il MIMIT e l’Agenzia delle Entrate hanno intensificato le attività di vigilanza: un Decreto Direttoriale del 22 luglio 2025 ha regolamentato lo scambio di informazioni tra i due enti per monitorare gli utilizzi del credito e le certificazioni emesse . Questo fa seguito al D.P.C.M. 15 settembre 2023, che ha definito le procedure di controllo congiunto, e all’aggiornamento continuo dell’Albo dei certificatori (da ultimo il D.D. 15 maggio 2025 ha integrato la lista degli esperti autorizzati) . Tali misure nascono dall’esigenza di prevenire abusi: negli anni scorsi non sono mancati casi di utilizzo indebito del bonus R&S, e l’Amministrazione finanziaria ha recuperato somme indebitamente fruite. Oggi, con un quadro normativo più chiaro e strumenti di controllo dedicati, le imprese virtuose possono accedere all’incentivo con maggiore certezza, mentre chi non rispetta i requisiti rischia sanzioni e la revoca del beneficio.

In conclusione, il Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo rimane nel 2025 uno strumento fondamentale per finanziare l’innovazione nelle aziende italiane. Nonostante la riduzione dell’aliquota al 10%, esso continua a rappresentare un incentivo significativo, specie se integrato con altre misure (come i contributi europei di Horizon Europe o i crediti d’imposta Innovazione e Design). Per massimizzare le chances di successo e tutelarsi in caso di verifica fiscale, le imprese sono invitate a affidarsi a consulenti specializzati e a procedere con la certificazione preventiva dei propri progetti di R&S. IRD Consulting Srl, in qualità di società specializzata nella certificazione del credito d’imposta R&S, è a disposizione per supportare le aziende nell’intero iter: dalla valutazione delle attività ammissibili, alla predisposizione della documentazione tecnica e contabile, fino all’ottenimento della certificazione indipendente secondo le ultime Linee Guida MIMIT. Investire in ricerca oggi significa non solo innovare, ma anche saper navigare un complesso panorama normativo: con il giusto partner, è possibile farlo in modo sicuro, traendo il massimo beneficio dalle agevolazioni disponibili .

Fonti: Agenzia delle Entrate – Circolari e provvedimenti; MIMIT – Portale incentivi e Linee Guida 2024 ; Leggi di Bilancio 2019–2022 ; Fisco e Tasse – Approfondimenti sulla certificazione del 10/07/2024 .